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mercoledì 13 giugno 2012

Consumo d'acqua, colpi di calore e insolazioni

Ciao a tutti,
dato che a breve entreremo nel pieno dell'estate, con le consuete temperature sopra i 30° pronte ad ardere il suolo Italico, parleremo del consumo d'acqua standard di un essere umano, dei colpi di calore e delle insolazioni.


Anche su questi temi, il softair finisce con il diventare uno sport piuttosto anomalo, in cui è davvero difficile trovare "la quadratura del cerchio".
Grazie a Dio, diverse ore di gioco vengono praticate nella prima mattinata e i boschi spesso offrono un po' di frescura con i loro alberi.
Ma... esistono le 24 ore, o le gare in territori ricoperti da sola sterpaglia, dove il sole picchia impietoso, spaccando le pietre (come dicono al sud) o il culo ai passeri (come dicono al nord).
Non dimentichiamoci poi, in caso di 24 ore, le forti escursioni termiche nelle zone montuose...
Tutto qui? Ovviamente no! Perché tutti noi indossiamo mimetiche, zaini, camel, ASG, caricatori... insomma sembra il mix perfetto per condannare un essere umano allo sfinimento!


Cosa fare quindi per difendersi da quest'inferno?
A parte abbandonare il fucile in cantina fino all'arrivo del prossimo autunno, si può cercare rimedio a questi inconvenienti, tenendo bene a mente piccoli accorgimenti.


Innanzitutto, regolando il consumo di acqua personale; un maschio adulto possiede circa il 60% di acqua nel corpo e dovrebbe bere almeno 1,5 litri al giorno. Con un'attività fisica intensa, l'abbeveraggio ovviamente deve aumentare per sopperire alla straordinaria perdita di liquidi. Come? Facendo attenzione a bere prima, durante e al termine dell'attività fisica. Nel caso del softair, in cui a causa dell'attrezzatura che si indossa, si soffre di forte sudorazione, è anche fondamentale miscelare l'acqua con dei sali minerali e ingerire piccole dosi carboidrati (non troppi, perché per la digestione dei carboidrati, l'apparato digerente sfrutta molta acqua e rischiereste di avere l'effetto inverso a quello desiderato).
Cosa comporta una mancanza d'acqua nell'organismo? 
La sola perdita del 2% di acqua, comporta un'aumento della temperatura corporea con conseguenti prestazioni sportive negative del soggetto.
Se la perdita raggiunge il 5%, aumenta il rischio di crampi e il livello della prestazione sportiva crolla inesorabilmente.
Oltre il 5%, si rischiano ipertermia e colpi di calore.
Quanta acqua devo portarmi in spalla quindi?
Come quasi sempre ci sentiamo ripetere in questo sport, la risposta è: "dipende".
Dipende da voi, se sudate come i maiali, se siete abituati a bere tanto, se siete allenati o in sovrappeso.
Dipende dal luogo in cui giocate; vento ed umidità favoriscono la sudorazione. Marciare in territorio montuoso, è diverso rispetto al marciare in pianura, come è diverso dal guadare le paludi.
La soluzione più logica sarebbe guardare e imparare da chi ha più esperienza di voi e magari eccedere leggermente nel quantitativo d'acqua alle prime uscite, per poi regolarvi sottraendo ciò che effettivamente è di troppo.
ATTENZIONE: i soggetti in sovrappeso, contengono meno acqua nel loro organismo e soffrono spesso di una sudorazione più accentuata, di conseguenza corrono maggiori rischi.
E' anche importante ricordare di bere a piccoli sorsi, possibilmente delle bevande non troppo fredde, per non causare blocchi intestinali.
Infine, quando si beve durante i combat, cercate di farlo durante le fasi più blande di gioco, onde evitare rigurgiti... Sembrano baggianate ma il softgunner che lascia la camel in freezer tutta la notte per sorseggiare ghiaccio tritato durante i game è sempre dietro l'angolo!


Purtroppo però, il colpo di calore (ipertermia) può sempre capitare! Io per primo, addirittura nel mese di febbraio, in una domenica abbastanza mite, sono stato vittima di un colpo di calore... Figuriamoci d'estate.
Quali sono i sintomi? 
Ovviamente si avvertono ondate di caldo insopportabili, accompagnate da nausea e mal di testa o stordimento; vi sentirete stranamente stanchi e probabilmente verrete bloccati dai crampi.
Cosa fare se qualcuno crolla per un colpo di calore? 
Cercategli un posto all'ombra e liberatelo dall'attrezzatura, cercando così di favorire la ventilazione e quindi l'abbassamento della temperatura corporea; bagnate piedi, mani, polsi e orecchie, spesso considerati "termometro" del copro umano. Va bene anche un panno bagnato sulle spalle. Somministrate infine piccole dosi d'acqua o di integratori.
Quali precauzioni prendere?
Escludendo il "non giocare" nei giorni afosi, è consigliabile evitare gli alcolici nelle ore precedenti ai game e possibilmente non abusare di bevande ricche di caffeina e teina, dato che favoriscono la sudorazione. Inutile dirlo, fate attenzione ai tessuti che indossate ed evitate di trascinarvi dietro il superfluo.


Altro inconveniente estivo e debilitante, è l'insolazione. Essa si verifica soprattutto esponendo per lungo tempo e nelle ore più calde della giornata la vostra testolina al sole. Berretti e bandane possono aiutare parecchio il giocatore, anche se spesso le conseguenze di tale "malattia" si riscontrano a fine game, una volta tornati a casa. Ovviamente, è sempre meglio premunirsi ed evitare di farsi fregare... :)


Ragazzi io vi saluto,
anche perché mi è venuta una gran sete!

venerdì 8 giugno 2012

Mimetiche

Ciao a tutti,
oggi parleremo di mimetiche, inserendo una breve descrizione, e un'immagine per le principali mimetiche in uso ai principali eserciti nel mondo.
Iniziamo con un pizzico di cultura, per poi addentrarci nello specifico di ogni mimetica.


"Un artista e zoologo americano, Abbott Thayer pubblicó un libro dal titolo Concealing colouration in the Animal Kingdom (traducibile in "colorazione nascosta nel regno animale"), che fu letto dai molti capi militari.

La psicologa Gestalt influenzó lo sviluppo della mimetizzazione, in quanto ci si domandava "Come fosse possibile che non si vedesse nulla?". Anche alcuni movimenti artistici contemporanei, come il cubismo, il vorticismo e impressionismo, influenzarono lo sviluppo del camuffamento, affrontando questioni sui contorni spezzati, sull'astrazione e sulla teoria del colore.

La Francia istituí un'apposita sezione per il camuffamento (Camouflage Department) ad Amiens nel 1915, diretto da Lucien-Victor Guirand de Scévola. Gli esperti, chiamati camoufleurs, erano per lo più pittori, scultori e artisti di teatro. Scévola inizió con la costruzione di un albero per l'osservazione, in acciaio con un camuffamento a mo' di corteccia, nel maggio del 1915. Tali alberi divennero popolari nelle truppe inglesi e francesi nel 1916. Il tipo di design a rete venne introdotto nel 1917, e ne furono utilizzati 7 milioni di metri quadrati entro la fine della guerra." [fonte: Wikipedia].



Vegetata Italiana



La policromia della vegetata italiana colpisce subito per i toni chiari dei colori e la forma frastagliata delle macchie dai colori nero, marrone, verde e una tonalità particolare molto chiara ottenuta dalla miscelazione di verde e marrone.
Il colore sopra descritto ben si adatta alla natura dei nostri terreni e la rende idonea a molti tipi di vegetazione, da quella estiva a quella invernale; riproducendo, in molti casi, addirittura i raggi del sole che penetrano nella vegetazione creando uno sgranamento della sagoma con l'effetto 3d, mimetizzandola perfettamente.

DPM Inglese


Adottato dai grandissimi royal marines commando, si adatta perfettamente alla vegetazione prevalentemente verde/scuro. Inizialmente utilizzata con pantaloni olive/drab è stata poi modificata adattando il pattern dei pantaloni a quello della giacca.
Il dpm è estremamente diffuso in vari paesi, che ne hanno modificato la tonalità di colori, per meglio adattarla alla flora locale.

Flecktarn Tedesco


Il mimetismo flektarn si discosta significativamente da quelli stile woodland o DPM, perché a differenza di larghe macchie di colore sovrapposte la Flektarn adotta delle macchie molto piccole, quasi dei punti di colore sovrapposti ad una base di colore diverso. I colori utilizzati sono 5: verde chiaro, grigio-verde, verde scuro, marrone-rossiccio e nero. La particolare tonalità di colori si adatta particolarmente alla stagione autunnale, quando i colori delle foglie tende al marrone/rosso.

Marpat Americana


Il MARPAT (MARine PATtern) è un particolare tipo di schema mimetico digitale in uso presso il Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Il Corpo dei Marines ha brevettato la colorazione MARPAT e le specifiche di fabbricazione delle uniformi e degli accessori che lo utilizzano; lo stesso nome "MARPAT" è un marchio registrato ed il logo del Corpo dei Marines è nascosto all'interno della trama per garantire l'originalità del prodotto.
Mimetismo digitale anti-IR, ovvero non rilevabile attraverso visori a infrarossi.
Tale mimetismo utilizza delle piccole microdisegnature, in contrapposizione alle grandi mimetiche tradizionali, che garantiscono una mimetizzazione maggiormente efficace. La teoria è che grandi macchie di colore con contorni netti sono più facili da vedere, mentre "sfumando" i bordi delle macchie, rende i contorni, e quindi gli oggetti, più difficili da distinguere.

Cadpat Canadese


Il CaDPat (Canadian Disruptive Pattern) è il nome dello schema mimetico in uso presso l'esercito canadese, ed il primo micromimetismo concepito. Fino all'introduzione del CaDPat, gli schemi mimetici erano basati su interpretazioni di processi naturali o addirittura creazioni artistiche. La comprensione di come effettivamente il mimetismo lavori nello spettro visivo ha permesso, tramite sofisticate elaborazioni al computer, la creazione di pattern in grado di massimizzare le qualità mimetiche in ogni ambiente.

Multicam


Il MultiCam è un moderno pattern mimetico sviluppato dalla Crye Associates in collaborazione con l'esercito degli Stati Uniti d'America, con la finalità di sostituire i vecchi pattern di tipo Woodland e Desert. Infatti, il pattern MultiCam ha la capacità di adattarsi ai diversi ambienti, apparendo sostanzialmente verde in zone intensamente vegetate e color sabbia in aree desertiche.
Il MultiCam è stato sviluppato studiando le modalità con cui l'occhio umano percepisce l'ambiente circostante. Il pattern è dato da uno sfondo costituito da grande chiazze di vari colori sfumate tra loro (tan-brown-verde chiaro) e da macchie più piccole (giallo-verdi, marrone chiaro) che interrompono i campi più grandi. Il risultato è che il profilo di un oggetto così colorato tende a fondersi con l'ambiente circostante, rendendo così difficile il riconoscimento della sua sagoma. Materiali all'avanguardia e studio dei colori lo rendono al momento il pattern "all-terrain" più prestante in commercio.

A-Tacs


Il mimetismo A-TACS è stato concepito come un modello universale, valido per una vasta gamma di ambienti operativi.
Sostituisce i pixel quadrati innaturali con pixel organici. Utilizza un processo brevettato e utilizza una tavolozza di colori naturali (campionati da elementi reali); un algoritmo matematico “scrive” i pixel e i colori  in modo da imitare la natura, il modello risultante, pur digitale, è molto più organica in apparenza.
Utilizza modelli più piccoli per creare forme più distinte progettate per lavorare a distanza. Le piccole forme sono utilizzate per creare più forme o forme più grandi. Queste sono organizzate senza un orientamento orizzontale o verticale. In questo modo il mimetismo A-TACS riesce a rompere efficacemente il profilo umano a grandi distanze in tal modo, riducendo al minimo l’effetto “blobbing”.
Col mimetismo A-TACS c’è un uso più efficace del colore producendo un migliore sistema di occultamento. Inoltre viene utilizzata una più ampia gamma di colori naturali mescolati tra loro. Il colore di base complessivo è stato progettato per l’utilizzo in ambienti aperti, rocciosi o arido; con l’aggiunta di altri colori, il mimetismo A-TACS è adattabile ai diversi scenari.


Spero che questa sorta di riepilogo delle mimetiche più utilizzate al mondo sia stato chiaro e di vostro gradimento.

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oppure direttamente dal Facewall a destra della pagina ;-)

Quale mimetica preferite?
Vegetata Italiana
DPM Inglese
Flecktarn Tedesca
Marpat Americana
Cadpat Canadese
Multicam
A-Tacs



Stay Tuned!

sabato 2 giugno 2012

Caricatori monofilari e maggiorati

Ciao a tutti,
oggi parleremo di caricatori monofilari e maggiorati utilizzati nel mondo del softair. 

Partiamo con le definizioni:

CARICATORI MAGGIORATI: si tratta dei caricatori standard che solitamente vengono venduti assieme alle ASG ed hanno una capienza che oscilla tra i 200 e i 600 bb. In particolare, i caricatori da 300 bb, vengono adottati probabilmente da circa il 70% dei giocatori. 

CARICATORI MONOFILARI: si tratta di caricatori che contengono dai 30 ai 150 colpi. La loro capienza effettiva varia in base a marca e modello, e ne esistono numerose varianti intermedie (es.: 50 - 85 - 120 bb). Ad onor del vero, occorrerebbe un distinguo tra monofilari (30-50 bb) e bifilari (50 -150 bb), ma nel gerco comune, li si indica solitamente come monofilari.


Per un giocatore alle prime armi, la scoperta di questi caricatori "minorati", risulterà sicuramente una stranezza; che vantaggi può dare un caricatore con -se va bene- 1/3 dei colpi contenuti nei maggiorati?
Rispondendo con molta franchezza, quasi nessuno. 
Alcuni softgunners che li adoperano, vantano l'effettiva silenziosità dei caricatori monofilari, dato che i bb alloggiano in un unico canale e sono costantemente sospinti da una molla verso il foro d'uscita. Non si ha quindi il problema del caricatore mezzo scarico, con i pallini che risuonano come nacchere ad ogni passo nel bosco. Altro piccolo vantaggio dei monofilari, riguarda il non dover caricare la molla mediante la rotellina dentata. 

Tutto qui?
A livello tecnico, direi di si...  

In realtà i caricatori monofilari nel softair, hanno più che altro una grande forza simbolica. Sul loro utilizzo, poggia una "diversa" concezione di gioco, che probabilmente in un futuro non troppo lontano risulterà essere l'evoluzione del softair stesso.
L'uso dei caricatori monofilari, se riflettete, si sposa perfettamente con uno degli scopi principali del softair, ovvero simulare uno scenario bellico.
Il concetto è semplice: indossiamo mimetiche, zaini, jilet tattici, gps, elmetti e stivali... ma nella realtà, non esistono mica M4 con 300 proiettili!
Per questo motivo molti softgunners hanno deciso di adottare questi caricatori; per ottenere un'esperienza di gioco molto più simile alla realtà. 
Con l'utilizzo dei monofilari, è raro vedere scie di bb infinite che tagliano la foresta; diventa invece molto più adrenalinico il  gioco di squadra, fatto di coperture, movimenti sincronizzati e cambio del caricatore nel bel mezzo della giocata!
Ebbene si, se ci pensate, quante volte vi sarà capitato, durante un combat, di dover cambiare in fretta e furia il caricatore? :)

Detto ciò, credo che possiamo pacificamente affermare che i monofilari offrono -soprattutto ai softgunners veterani- un'esperienza di gioco forse più difficile, ma probabilmente anche più divertente.

Quindi da domani, tutti in negozio per acquistare i monofilari?
Fermi tutti, non è tutto oro quel che luccica; elenchiamo anche i "difetti" di questa differente concezione del gioco del softair.

COSTO ELEVATO: i caricatori monofilari costano quanto i maggiorati; il problema è che occorre comprarne di più per non rimanere senza munizioni nel bel mezzo del combat. Se con i maggiorati, potete anche presentarvi sul campo di battaglia con 2-3 caricatori, qui probabilmente occorre riempire ogni taschino del tattico.

PROCEDURA DI CARICAMENTO: i monofilari necessitano di un bb loader per essere caricati; la procedura risulta essere leggermente più complessa rispetto ai caricatori classici ed è quasi impossibile da fare nel furore dello scontro.

RATEO DI FUOCO: quasi tutte le ASG, sono costruite prevedendo l'utilizzo di caricatori maggiorati, e quelle dai motori più performanti, hanno un rateo di fuoco altissimo; parliamo anche di 20 o più bb sparati al secondo, in modalità raffica. Calcolatrice alla mano, un caricatore da 80 bb, sarebbe scarico dopo 4 secondi. 

MONOFILARE PER TUTTI: ovvio, ognuno è libero di giocare con ciò che desidera, ma forse prima di lanciarvi nell'utilizzo dei monofilari, cercate di coinvolgere anche il vostro club e magari anche i club con cui abitualmente vi allenate. Rischiereste solo di diventare un peso per il vostro team.

FOGLIE e HIGHLANDER: si calcola che mediamente occorrono 10 bb in modalità raffica per "superare" le foglie, correggere il tiro e colpire un nemico; se a questo ci aggiungiamo i giocatori un po' "duri", può risultare davvero insufficiente un monofilare.


Per concludere, i club e i giocatori che adottano questo sistema che avvicina sempre più il softair alla realtà, sembrano essere in aumento. Dove porterà questo "dibattito" tra monofilari e maggiorati difficilmente possiamo immaginarlo al momento. 
Attualmente, esistono già diversi club che giocano esclusivamente con monofilari e addirittura tornei in cui è obbligatorio l'uso di caricatori monofilari.

Insomma, il dibattito è aperto; non ci resta che attendere... e giocare! 


Voi cosa preferite?
Maggiorati
Monofilari


A presto!

venerdì 25 maggio 2012

Occhiali effetto specchio


Ciao a tutti,
oggi vi voglio sottoporre una tematica molto particolare di cui sono stato attore/testimone domenica scorsa durante una gara.


I miei "commilitoni" mentre giocavamo, mi hanno fatto notare che i miei occhiali neri a specchio, non vanno bene, in quanto l'effetto specchio aumenterebbe il fattore visibilità. Dico aumenterebbe perchè, guardano il servizio fotografico fatto durante la gara,
mi sono accorto di come i miei occhiali a specchio siano molto più "mimetici" di quelli "normali".
Vi spiego perchè.


Tutto parte dal concetto base del mimetismo, e nello specifico, del mimetismo facciale.
Il trucco per mimetizzare bene il viso è quello di creare dei falsi punti di profondità, attraverso colori scuri, che spezzino la figura "conosciuta" del viso.


Così come il nostro cervello ricerca le figure peculiari del viso umano, cosi durante i nostri game andiamo a cercare le figure peculiari degli occhiali
balistici.


Gli occhiali neri tradizionali (no effetto specchio), disegnano sulla faccia una figura assolutamente riconoscibile, una specie di 8 nero, tipico degli occhiali.
Cosa succede invece con gli occhiali a specchio? Le figure che ci circondano vengono proiettate e quindi riflesse dagli occhiali.
Chi ci guarda, sul nostro viso, non noterà una macchia a forma di 8 nero, bensì vedrà il bosco riflesso nei nostri occhiali.
Questo effetto confonde molto la vista dell'osservatore, rendendo irriconoscibile un viso, su ciò di fatto viene proiettata una porzione della vegetazione
che ci circonda.




Voglio fare una precisazione. L'effetto è possibile e davvero apprezzabile, solo, in una fitta boscaglia, in cui i raggi di sole arrivano a malapena.
I raggi di sole, che colpiscono gli occhiali a specchio vi renderanno visibili a chilometri di distanza.
Io sono riuscito ad ottenere un ottimo effetto (di non riflessione) anche sotto il solo utilizzando un cappello jungle che di fatto non permette ai raggi solari
di arrivare diretti sulle lenti.


Detto questo.. voi cosa ne pensate?

Siete d'accordo con la nostra teoria?
Si
No



Non dimenticate di mettere il vostro "Mi Piace"
sul facewall a destra della pagina!!

Stay tuned !!

sabato 5 maggio 2012

Protezioni per il viso

Ciao a tutti,
più volte abbiamo parlato della protezione fondamentale da indossare durante le gare di softair, ovvero gli occhiali.


Molti softgunners alle prime armi però, arrivano a chiedersi se è necessario estendere la protezione anche al resto del viso.
La domanda ce la si pone di solito ascoltando le leggende dei veterani su gente sfigurata dai BB, oppure ricevendo i primi colpi "sulle gengive"...


E' quindi davvero importante usare una maschera da softair a protezione di viso e bocca?


Personalmente, per alcuni mesi, ho usato il metodo: "bocca chiusa e spara", ma...
Ma ho scoperto a mie spese (e che spese) che un BB può rompere un dente, o anche un paio di incisivi, dipende da come e dove colpisce.


Alcuni di voi diranno: "eh ma io tengo sempre la bocca bella chiusa"...
Ragazzi... a volte verrete colpiti da fuoco amico, o da una raffica in pieno volto... insomma, la sfiga è sempre dietro l'angolo e pronta ad inchiappettarvi nei modi più impensabili. Di accadere, vi può accadere... non siate ingenui e non credetevi immuni.


Soluzioni quindi?


Ovviamente, continuare a rischiare... Oppure scegliere una tra le seguenti tipologie di maschere:




MASCHERA IN NEOPRENE: 
è una maschera fatta in materiale plastico-spugnoso, leggerissima, perfetta per avvolgere la parte bassa del viso.
PRO: Leggera e poco ingombrante, ottima soprattutto d'inverno. I piccoli fori all'altezza di bocca e narici consentono una discreta traspirazione
CONTRO: Molti la reputano inutile dato lo scarso spessore; finito l'inverno è impossibile da indossare.








MASCHERA IN RETE METALLICA:
realizzata con lo stesso materiale delle classiche maschere per gli occhi, offre una copertura perfetta sulla parte bassa del viso; sul mercato sono sostanzialmente presenti due modelli differenti, aventi solo l'attaccatura posteriore realizzata secondo logiche diverse. Un modello possiede un solo velcro che si aggancia dietro la nuca, mentre l'altro è dotato di un secondo velcro che passa sopra la testa, col fine di distribuire meglio il peso ed estende la protezione anche alle orecchie.
PRO: Consente una respirazione perfetta al softgunner; modellata rispettando le forme del volto umano, impedisce qualsiasi impatto con i BB. 
CONTRO: Può provocare fastidio al naso se, per la protezione degli occhi si indossa la maschera stile sciatore; se portate anche gli occhiali da vista, può risultare insopportabile il dolore che avvertirete al naso, specialmente con il modello da un solo velcro.



MASCHERA SOLUZIONE  "FAI DA TE":
probabilmente il compromesso migliore tra agilità e robustezza, sono queste ingegnose soluzioni fatte in casa da alcuni softgunners. Vi riportiamo il link di softairmania per scoprire come realizzare alcune delle varianti più gettonate.
PRO: meno ingombranti delle maschere a rete e più robuste della maschera in neoprene, sono agganciate alla parte inferiore dell'occhiale e non necessitano di ulteriori velcri da applicare attorno alla testa.
CONTRO: occorre una certa dimestichezza con il "fai da te" per evitare di produrre un lavoro fragile e pericoloso per la vostra incolumità.



MASCHERE INTEGRALI
più scenografiche che utili, spesso abbandonate dai softgunners dopo il primo utilizzo.
PRO: utilizzabili quasi esclusivamente nelle gare in urban
CONTRO: in un attimo vi sembrerà di essere in una sauna, perfino nel periodo invernale; inutilizzabili. Forse più adatte per halloween che per il softair. 




Ultimo consiglio? Ovviamente se ne avete la possibilità, provate le varie soluzioni prima di procedere con l'acquisto... e comunque, parere mio, meglio spendere 10 euro di maschera che 200 di dentista!!! :)


A presto!!!

mercoledì 21 marzo 2012

Occhiali e softair

Nella vita reale indossi gli occhiali da vista e le lenti a contatto proprio non le sopporti?
Vuoi giocare a softair e non puoi rinunciare in nessun modo al tuo occhiale da intellettuale?
Hai provato ad usare la tua montatura migliore e ti si sono appannate le lenti, rendendoti cieco come una talpa nell'infuocar della battaglia?

Bene... in questo post cercherò di condividere un il mix tra leggende sugli occhiali tramandate dai vecchi softgunners, le mie esperienze personali e le soluzioni che ho visto adottare dagli altri giocatori... 

Indossare gli occhiali da vista mentre si gioca a softair presenta due differenti problemi:
  1. volume occupato dagli occhiali da vista;
  2. lenti che si appannano;

Vediamo di descriverli meglio...

PROBLEMA 1 - GRANDEZZA OCCHIALI DA VISTA
Ogni montatura ha una particolare forma, spessore e larghezza. Ovviamente, le lenti in celluloide -tanto di moda oggi- si presentano come l'occhiale dalla forma più ingombrante. Io personalmente, nella mia vita "civile", uso proprio un modello simile. Ma anche altre montature non sono da meno a livello di ingomboro, o possono avere come ulteriore difetto una maggiore fragilità.
Soluzione adottata? Personalmente, ho deciso di acquistare un nuovo paio di occhiali da destinare esclusivamente al softair. Quasi ogni ottico, mette in vendita montature un po' vecchiotte, a prezzi irrisori. Basterà acquistare delle lenti prive di trattamento antigraffio, antirottura, antiriflesso, antitutto... e dovreste aggirarvi su una spesa vicina ai 60€.
Io inoltre, ho scelto una montatura in titanio, con stanghette molto flessibili, onde evitare brutte sorprese durante i games. 

Passiamo ora alle maschere protettive; ogni softgunner può utilizzare svariati tipi di maschere per proteggersi il viso e da qui nasce il vero problema dell'ingombro delle lenti visive.  Vediamo in dettaglio i pro e contro di ogni protezione...


OCCHIALI BALISTICI: sono il modello protettivo per gli occhi che meno protegge il viso; sono quasi impossibili da usare sopra degli occhiali da vista. Personalmente, l'ho visto fare da due softgunners. I loro sembravano lavori "fatti in casa", con gli occhiali da vista "incollati" a quelli balistici.
PRO: montatura leggera, minore problema di appannamento delle lenti.
CONTRO: occhio poco protetto sui lati e sulla parte inferiore; non mi sono sembrati molto sicuri.



OCCHIALI BALISTICI CON LENTI GRADUATE:
sono identici agli occhiali balistici, ma offrono la possibilità di agganciare sul nasello degli "RX insert", ovvero delle sotto-montature in cui è possibile applicare le lenti graduate. Ovviamente, dovrete chiedere al vostro ottico di "fabbricarvi" delle nuove lenti adatte alla montatura in cui andranno incastonate. Potrete poi spruzzare spray anti-appannamento sulle lenti, o chiedere al vostro ottico un trattamento anti-appannamento sulle lenti stesse, durante la loro creazione.
I modelli più comuni appartengono alla Guarder G-C series e alla Ess.
PRO: montatura leggera, quasi totale assenza del problema dell' appannamento delle lenti.
CONTRO: soluzione più costosa; mai visti di persona e/o testati.






MASCHERE PROTETTIVE: simili alle maschere da sci, riescono a contenere al loro interno degli occhiali da vista, senza che ne venga compromessa l'aderenza sul viso. Offrono inoltre una notevole protezione agli urti e coprono una porzione maggiore del viso.
PRO: protezione totale degli occhi; gli occhiali da vista alloggiano all'interno perfettamente.
CONTRO: possono appannarsi sia gli occhiali da vista che la maschera. In assenza di casco protettivo, dopo ore di gioco, il softgunner può risentire del peso concentrato solo sul viso/naso.


MASCHERE PROTETTIVE A RETE METALLICA: praticamente identiche alle maschere descritte in precedenza, permettono di indossare occhiali da vista al loro interno.
PRO: protezione totale degli occhi; gli occhiali da vista alloggiano all'interno perfettamente e si appannano molto più difficilmente avendo un maggiore ricambio d'aria.
CONTRO: Possono peggiorare la qualità del campo visivo. In assenza di caschetto, dopo ore di gioco, il softgunner può risentire del peso concentrato solo sul viso/naso.



PROBLEMA APPANNAMENTO DELLE LENTI
Uno dei problemi più frequenti, soprattutto nel caso in cui si utilizzano occhiali da vista e maschera protettiva in plexyglass (soluzione più diffusa per chi porta occhiali da vista), è l'appannamento delle lenti... 
Quali soluzioni adottare? 
Ne esistono tantissime, e molto spesso si ricade nell'individualità del soggetto che le pratica... io cercherò di elencarvi le più comuni, quelle provate dal sottoscritto e quelle viste in giro...

Da attuare durante la stagione invernale:
- la vostra maschera avrà sui bordi laterali, inferiore e superiore, dei fori, probabilmente coperti da una spugna. Liberateli... !!!
- Una volta indossati occhiali e maschera non dovrete mai, e dico MAI, sfilarveli. E non per la semplice regola di sicurezza personale, ma perché una volta iniziato il combat, inizierete a riscaldarvi, quindi le vostre lenti si riscalderanno a loro volta, assieme alla vostra pelle. Se vi sfilate la maschera protettiva, al freddo invernale questa si raffredderà, e una volta riposta a pochi cm dal vostro viso, inizierà ad appannarsi inesorabilmente, un po' come lo specchio in bagno quando uscite dalla doccia. 
- Esistono spry anti appannamento; mai provati...
- Alcune maschere di fascia medio/alta promettono materiali anti appannamento; mai provate...
- Cercate di non "tappare" i fori superiori o inferiori della maschera con sciarpe e cappelli ; non farete altro che imprigionare il vapore, bloccandone la già scarsa areazione.
- Se siete per forza costretti a sfilarvi la maschera, cercate di rimaner il più possibile fermi, così da far abbassare la vostra temperatura corporea... 

Da attuare durante la stagione estiva:
Non so dirvi che soluzione adottare, perché non ho mai giocato d'estate... ma ci arriverò!!! 

Bene, credo di avervi svelato tutti i trucchetti visti sui campi di battaglia in questi mesi di combattimenti...
....e se ne conoscete altri non esitate a commentare!!!


martedì 6 marzo 2012

Anfibi, quali scegliere

Buon pomeriggio ragazzi, 
oggi trattiamo un argomento davvero molto importante della sezione abbigliamento, ovvero le calzature.

Le calzature che utilizziamo nelle nostre partite softairistiche incidono più di quanto voi possiate pensare sul modo stesso di giocare.

Ricordate questa frase conosciuta nel mondo softair.. per le scarpe non si deve risparmiare.

Immaginate di trovarvi a giocare nel bosco, dopo una settimana di pioggia. Dopo un'ora di gioco con anfibi di scarsa fattura vi ritroverete con i piedi zuppi, infreddoliti e inizierete a patire un tale freddo, da ridurre le vostre capcità di gioco. 
Per cui è molto importante acquistare anfibi di qualità medio / alta.


Gli anfibi si dividono in due grandi rami che andremo ad analizzare.
1) Anfibi in nylon con inserti in thinsulate
2) Anfibi in pelle
3) Anfibi in goretex


Gli anfibi in nylon/thinsulate (prezzo 50 - 100 euro), sono traspiranti, leggeri, adatti per l'estate quindi. Attenzione, sulle descrizioni di questi anfibi troverete quasi sempre questa indicazione: "IDROREPELLENTE". Ok, sappiate che idrorepellente non vuol dire impermeabile, ma solo che, finchè l'ambiente è umido, e al massimo ci sta una 
pioggerellina, i vostri piedi rimarranno all'asciutto. Ma non provate a mettere i piedi in una pozzanghera, altrimenti potreste accorgervi presto della differenza tra idrorepellente e impermeabile.
PRO: traspiranti, leggeri, freschi
CONTRO: non impermeabili, scarsa qualità dei materiali (solitamente)


Gli anfibi in pelle (prezzo 100 - 150 euro), sono i classici Magnum, belli, resistenti e questi sì, impermeabili (non tutti i modelli ma la maggior parte).
Gli anfibi in pelle mantengono asciutto il piede, proteggono dall'umidità e con un buon livello di sicurezza potete immergere i piedi in acqua senza paura che questa si infiltri nei vostri piedini.
PRO: impermeabili, molto resistenti, molto comodi
CONTRO: in situazioni di freddo estremo, vedi neve, non tengono la temperatura del piede


Gli anfibi in goretex (prezzo 130-200 euro), sono davvero il top gamma degli anfibi. Le marche più conosciute sono Crispi, Lowa, Belleville.
Questi anfibi, sono davvero impermeabili, e con estrema sicurezza potete mettere i piedi nella neve, in un ruscello nel fango, ed essere sicuri che i vostri piedi rimarranno all'asciutto. Sono molto molto caldi, traspiranti ed infinitamente robusti.
Molti di questi modelli hanno anche la suola in VIBRAM un materiale che dà comfort assoluto e attutisce dalle botte.
PRO: resistenti, comodi, caldi, impermeabilissimi
CONTRO: non vi consiglio di giocarci d'estate .. vi si potrebbero cuocere i piedi ;-)






Alla luce di questo scegliete voi quello che preferite, e scegliete cosa indossare sempre calcolando le condizioni meteo, e le condizioni del terreno del vostro campo di gioco.


Stay tuned!



mercoledì 15 febbraio 2012

ASG - cosa agganciarci?

Ciao a tutti,
dopo aver intrapreso nei precedenti post come scegliere il nostro fucile o ASG, parleremo di cosa metterci sopra per renderlo più performante.

Premessa 1: tenete bene a mente che nel softair, alla resa dei conti, l'unico mezzo di offesa verso il nemico è il BB (pallino). (esistono lanciagranate, RPG, lanciafiamme e mitragliatori anticarro, ma sempre pallini sparano!)

Premessa 2: tenete bene a mente in che tipo di team giocate...

Premessa 3: tenete bene a mente che ogni "aggiunta" al vostro fucile, è un peso in più sul vostro corpo, da trascinare per n km, che vi affaticherà col passare delle ore, che vi renderà meno lucidi e meno reattivi, tutto a svantaggio del vostro team.

Premessa 4: "quando si marcia, la velocità del gruppo è pari alla velocità del più lento del gruppo stesso"

Elencate le premesse, parliamo dei vari gadget disponibili sul mercato, descrivendone gli apparenti pregi e difetti. Alla fine, la decisione spetterà comunque a voi... E qualunque sarà la vostra scelta, non temete, non sarà né la prima né l'ultima cosa stupida che comprerete solo per moda o estetica... :)
D'altronde, anche l'occhio vuole la sua parte! ;)

CONFIGURAZIONE RIS: è la base di lancio per il mondo delle personalizzazioni del proprio ASG; senza RIS, non ci mettete praticamente nulla sul vostro fucile. Montato al posto del paramano, coprirà la canna del fucile e vi permetterà di agganciare tutto ciò che volete nella parte inferiore, laterale o superiore della canna.
PRO: è il primo passo verso la personalizzazione dell'ASG
CONTRO: rendono l'ASG leggermente più pesante in quanto più robusti del paramano




GRIP VERTICALE: su armi vere, aiuta l'operatore a controllare meglio il rinculo dell'arma e a migliorarne la maneggevolezza, distribuendo meglio il peso su entrambe le braccia. Nel softair, dato che il rinculo è praticamente inesistente, servirà solo a migliorarne la maneggevolezza, soprattutto per chi possiede un fucile a canna lunga.
PRO: aumenta maneggevolezza e distribuzione del peso dell'arma
CONTRO: rendono l'ASG leggermente più pesante


OTTICA e OTTICA RED DOT: tutti possiamo immaginare come nella realtà della guerra, può essere d'aiuto un ottica anche dallo zoom ridotto, montata sul proprio fucile. Nel softair, dove gli scontri a causa della limitata portata delle armi, avvengono in un raggio di 50mt al massimo, l'ottica spesso si riduce alla semplice funzione di binocolo quando si è ad un centinaio di metri dall'OBJ.
PRO: offre una migliore visuale dalla distanza
CONTRO: pesa almeno 500gr, difficile da utilizzare negli scontri ravvicinati, si può frantumare la lente se colpita da un BB.


RED DOT: più piccolo e maneggevole dell'ottica, può veramente offrire ottimi vantaggi all'operatore che lo usa sulla sua arma. Aiuta molto in fase di puntamento ed è forse anche migliore della tacca di mira in metallo.
PRO: consente di mirare in maniera semplice ed immediata; ha un peso irrilevante
CONTRO: si può frantumare la lente se colpita da un BB.



TORCIA: soprattutto utile nelle gare notturne o negli ambienti urbani, la torcia offre oltre all'ovvia possibilità di illuminare ambienti oscuri, anche il momentaneo accecamento dei nemici colpiti dal fascio luminoso. Attenti però, vi renderà ben visibili agli altri.
PRO: illumina gli ambienti, acceca i nemici
CONTRO: pesa dai 300gr in su, può rompersi se colpita dai BB, svela la posizione dell'operatore se accesa


LASER: favorisce un puntamento immediato e permette al softgunner di non dover assumere la posizione di mira prima di sparare. Inoltre può accecare i nemici, ma rende l'operatore che lo utilizza molto visibile, soprattutto di notte.
PRO: puntamento immediato, acceca i nemici
CONTRO: svela la posizione dell'operatore


VISORE NOTTURNO: utile nelle gare notturne o negli urbani, il visore permette all'operatore una discreta visuale, soprattutto su terreno aperto. Meno visibile al nemico della torcia, può comunque essere notato a causa del riflesso verde che emette durante l'utilizzo. Con nemici imboscati tra i cespugli è quasi inutile, in quanto ammessi sul mercato civile solo visori notturni di I e II generazione.
PRO: permette di vedere di notte o in ambienti poco illuminati
CONTRO: pesa 500gr circa, può essere notato dai nemici a causa del riflesso verde che emana.


SILENZIATORE: utile nella realtà, inutile nel softair. Accessorio più scenografico che utile, spesso può rivelarsi più d'impaccio tra gli arbusti dei boschi che altro.
PRO: ovatta lievemente il rumore dell'ASG
CONTRO: allunga le dimensioni del fucile



LANCIA GRANATE: va agganciato sotto la canna del fucile; i softgunner che lo utilizzano lo descrivono come arma da ultima difesa, utile soprattutto se si vogliono colpire contemporaneamente più nemici assiepati nello stesso punto (cosa che non dovrebbe mai accadere nel softair). Quando attivato, lancia una rosa di BB, spinti da una reazione gassosa.
PRO: dovrebbe colpire più nemici contemporaneamente, sparando una rosa di BB molto ampia
CONTRO: pesa 1kg il solo lanciagranate, mentre il bossolo altri 100gr. Ha costi a dir poco esorbitanti e necessita di continue ricariche di gas.



Questi sono i miei pareri personali su tutti gli accessori con cui è possibile personalizzare un'ASG... e che ho visto usare da compagni e nemici in game....



Può sempre accadere che qualcuno la pensi diversamente.... e che si vada a comprare un bestione così...




Ma ricordate, spesso essere belli e fighi, non vuol dire essere letali!








lunedì 23 gennaio 2012

Che fucile (ASG) scegliere?

Buongiorno a tutti,

oggi parleremo brevemente di come scegliere il fucile o ASG da acquistare!

Premessa: non vi farò una carrellata di marche, prezzi, pezzi, possibili sostituzioni di parti meccaniche per rendere il vostro fucile un'arma di distruzione di massa... Anche perché non ne so praticamente nulla o quasi!

Il web inoltre, è pieno di post scritti da fanatici distruttori e ricostruttori di fucili... che ne sanno più di me.

Parleremo invece di come individuare il modello o la categoria di modelli adatta a voi, e soprattutto, adatta al tipo di gioco vostro TEAM! (sapete bene che i Rambo-man non sono ben accetti nel softair).

Quindi, vediamo quali parametri considerare per cercare di orientarci nella marea di armi disponibili in negozio...

IL VOSTRO FISICO - mettetevi d'avanti uno specchio, magari anche in mutande, e chiedetevi: "i miei braccini flaccidi e poco allenati, quanti chili potranno trasportare prima di piegarsi in due dopo 4 ore di gioco? E se partecipassi ad una 24 ore, dopo quanto stramazzerei al suolo, schiacciato dal peso delle armi?".
Cercate di essere onesti -almeno con voi stessi- e rispondetevi seriamente; così potrete decidere quale peso dovrà avere l'arma che impugnerete sul campo di battaglia, e potrete già cestinare gran parte delle armi presenti in negozio.

IL VOSTRO SPIRITO GUERRIERO - ogni uomo, ogni soldato, ha il suo modo di reagire e comportarsi sul campo di battaglia. C'è chi corre e spara a casaccio centinaia di colpi, c'è chi si sposta in modalità stealth, c'è chi si fa scudo dei compagni per "vendicarli" una volta colpiti da un nemico, c'è chi predilige imitare i camaleonti e restare fermo nell'erba e tirar giù la preda con un solo colpo. Anche in questo caso, dopo una breve autocritica/autocommiserazione, procedete col definire che tipo di giocatore siete: assaltatore, tiratore da media distanza, sniper. Quindi per logica, saprete che un assaltatore, dovrà avere un fucile maneggevole e possibilmente corto, un tiratore da media distanza dovrà magari scegliere un fucile con una canna leggermente più lunga, uno sniper ovviamente un fucile da cecchino (presto scriveremo un post sul ruolo del cecchino nel softair).

LO SPIRITO GUERRIERO DEL VOSTRO TEAM - se avrete fatto un po' di uscite col vostro club, dovreste ormai aver capito che tipo di giocatori ci sono al vostro fianco, nascosti nei boschi. Dovrete anche aver capito che tipo di tattiche predilige il vostro capo squadra. Quindi chiedetevi se: negli attacchi, tendete molto a dividervi in squadre da due elementi? Attaccate in massa stando vicini? Avanzate alla garibaldina, o preferite la tecnica del "silenzio, finché non siamo a 20 mt. dai nemici"....?
Uno sniper servirebbe davvero al vostro team? Stesse domande, magari riproponetevele per la fase difensiva... Quindi, in base alla risposta, cercate di capire se il vostro spirito guerriero, è in linea col team... o se comprando un fucile da sniper mentre avete attorno dieci feroci assaltatori con la baionetta, non rischiate di essere come minimo presi per il c**o a vita...

L'AMBIENTE DELLE VOSTRE GIOCATE - cercate di ricordare, qual'è stata l'ambientazione delle vostre uscite... Banalmente, il vostro team gioca più spesso nel bosco o nell'ambiente urbano?
Quindi, bosco sta per alberi, erbacce, rovi, liane che si impigliano ovunque; fucile corto e leggero è cosa buona.
Ambiente urbano sta per ambienti spesso più ristretti, dove un fucile troppo lungo può essere ingombrante quando si rastrellano delle stanze e si passa tra le porte, ma una canna di medie dimensioni può comunque andar bene se la preferite come estetica.

Un piccolo grafico che potrebbe aiutarvi: (ho messo solo alcune dell'infinità di armi).



Quindi, in soldoni, NON scegliete un fucile solo perché è bello, vi fa sembrar fighi e bulli tra i compagni d'armi, o perché giocando ad Halo avete decimato centinaia di orde aliene... NO!
Cercate di scegliere ciò che più si adatta a voi, al vostro team e all'ambiente in cui giocate.
Un'arma sbagliata, potrà condizionare in negativo tutte le vostre uscite, facendo di voi un facile bersaglio, facendo dei vostri amici altrettanto facili bersagli e rendendo tristi e frustranti i vostri combat.


A prestooooo...!!!







mercoledì 21 dicembre 2011

Caldo o freddo?

Meglio soffrire il caldo o il freddo?
Questa fatidica domanda se la pongono tutti i softgunners, soprattutto quelli alle prime armi.

Se d'estate il problema "non sussiste", tanto si sa che si schiatterà dal caldo, d'inverno invece gli sbalzi climatici possono giocarci brutti scherzi, sia durante la battaglia che nei giorni seguenti.

Vi direte, cos'ha di diverso il softair, da qualsiasi altro sport praticato d'inverno?
Bè un po' tutto oserei dire!
Iniziamo col considerare che, una partita di calcio/calcetto con gli amici, o uno scambio a tennis, o una gara di pallavolo, hanno mediamente una durata di un paio d'ore al massimo.
Nel softair invece, le gare più brevi durano almeno quattro ore. In aggiunta, di solito il game inizia in prima mattinata (8.00-9.00) e termina dopo mezzogiorno.
Quindi, in soldoni, si passa dalla fase più fredda della mattinata a quella più calda, il che implica solitamente un aumento della temperatura atmosferica di diversi gradi.
Effettivamente, anche chi gira in bici di solito si lancia in strada in prima mattinata e rincasa all'ora di pranzo... Quindi che cambia?
Ebbene, ciò che rende forse unico il softair, è il ritmo incostante del gioco.
La stragrande maggioranza degli sport, prevedono uno sforzo più o meno intenso, ma continuo nella durata della giocata.
Un maratoneta, può modificare la sua andatura, ma non farà altro che correre per tutta la durata della gara (se vuole vincere). Così un giocatore di calcio, un ciclista o un cestista. Il ritmo aumenta o diminuisce, ma non c'è mai uno stop totale e prolungato.

Nel softair invece, battaglie frenetiche si alternano ad estenuanti fasi d'attesa, dove il saper restare immobili la fa da padrone.
Cosa comporta quest'alternare continuo dei ritmi di gioco? Ovviamente sbalzi termici notevoli, accentuati dalla presenza di mimetica, jilet tattico, passamontagna, guanti, zaini e armi, che tutto sono, fuorchè dissipatori di calore.

Quindi ricapitolando, il softgunner, oltre a non indossare tessuti tecnici, non può neppure contare su un'azione di gioco costante, che gli permetterebbe di giocare tutto il tempo in maniche corte ad esempio.

Che fare per risolvere il problema? 
Provare, provare e provare ogni combinazione di vestiario possibile, parlare con i compagni e valutare le soluzioni adottate da loro su voi stessi.

Oltre al fattore umano, che ci rende più o meno sofferenti al caldo e il freddo, conterà anche che tipo di giocatori siete: se assaltatori o sniper, se più propensi alla fase offensiva che difensiva.
Dovrete valutare tutto, possibilmente prima dell'inizio di un game!

Passiamo quindi ad un paio di consigli pratici...
Per il corpo: alcuni softgunners utilizzano maglie tecniche, un pile e la mimetica per coprirsi di inverno.
Il pile tiene caldi, mentre la maglia tecnica permette al sudore di scivolare esternamente al tessuto e lasciarvi asciutti.
Con questa combinazione, non dovreste sentir freddo nelle fasi di stallo del gioco, mentre dopo aver corso, non vi sentirete inzuppati e poi assaliti dal freddo.

Per la testa: ho provato un passamontagna in lana, ma credo che lo cambierò a breve. Tiene al caldo, ma se ci si muove un attimo si soffre troppo il caldo. 
Sotto si suda come capre dopo solo pochi metri di corsa, e soprattutto riscalda le orecchie -termometro del nostro organismo-, generando una finta sensazione di calore sul resto del corpo.
Io personalmente, nella scorsa giocata, ho sentito freddo sul corpo, mentre mi sono accaldato nella zona della testa dopo il primo assalto.
Ho iniziato a star male e ho dovuto liberarmi del passamontagna, avvertendo in seguito nausea e spossatezza.

Credo che i passamontagna in fibra sintetica generino lo stesso effetto; quindi forse è meglio optare per uno in cotone, o scegliere bandane o cappelli.

Non dimenticate che senza passamontagna però, smetterete di proteggervi naso e orecchie dai colpi.

Non vi resta che provare... magari girando per casa sotto il peso della vostra attrezzatura...


A presto...


mercoledì 14 dicembre 2011

Gli amici delle tenebre

Ciao a tutti,
oggi cercherò di condividere con voi i frutti dell'esperienza maturati dopo la mia prima gara in notturna.

Piccola premessa:
la gara si è svolta in un campo sconosciuto ai più dei partecipanti e gli 8 OBJ (obbiettivi) sono stati comunicati poco prima dello Start alle 7 pattuglie iscritte al wargame.
Obbiettivo: cercare di conquistare tutti gli OBJ difesi sempre da almeno 4 nemici e realizzare eventuali missioni secondarie. Esempio: disattivare la bomba, salvare il pilota, trovare i mortai ecc ecc.
Complicazioni: un sentiero che tagliava in due l'intero campo da gioco era costantemente monitorato da unità nemiche di 2-3 soldati (chiamate CONTRO), che marciavano munite di torce, continuamente alla ricerca delle pattuglie impegnate nell'attacco agli OBJ.

Partiamo col descrivere la composizione e l'attrezzatura basilare di cui deve disporre un Team che si appresta ad una gara in notturna.
Innanzitutto, il numero dei componenti del team dovrebbe aggirarsi sui consueti 8 uomini; noi eravamo in  6, e questa mancanza ci è costata cara.
Un volenteroso/esperto, dovrà lavorare come cartografo, aiutandosi magari con un GPS. (E' vitale).
E' importantissimo, soprattutto per la fase d'attacco, che tutti siano muniti di Ricetrasmittente; me ne hanno prestata una che si è scaricata 2 minuti dopo lo start, e sono risultato praticamente un elemento quasi inutile al team durante gli attacchi. 
E' importante sapere, che tipo di difesa eseguiranno i vostri nemici nei pressi degli OBJ.
Se almeno un elemento del team dispone di visore notturno, male non fa, anzi, vi eviterà di accendere le torce, che di notte in un bosco hanno la stessa valenza di un flash fotografico in una camera buia.
Uno/due ricognitori esperti, capaci di individuare anche al buio piste, sentieri e tratti praticabili al resto del team.

Parliamo quindi dei movimenti per raggiungere l'obbiettivo.
Il cartografo, sfruttando mappa e gps, dovrà indicare la direzione da seguire per raggiungere l'OBJ, magari delineando tattiche di aggiramento per sfruttare meglio la morfologia del territorio. Ovviamente, grande aiuto lo danno i ricognitori, nell'evitare che la squadra perda tempo per percorrere sentieri impervi o ostruiti. Importantissimo è il silenzio e il marciare in prossimità di alberi o altri ripari. Le pattuglie nemiche dislocate sul sentiero potrebbero sorprendervi in ogni momento, sfruttando qualsiasi attrezzatura illuminante (fari, torce, visori, traccianti, bengala...), finendo quindi col darvi punti di penalità in caso di avvistamento o contatto.
Se riuscite ad avvicinarvi ad un OBJ mentre i difensori sono impegnati in uno scontro con altre pattuglie, ancora meglio! Sembra poco sportivo, ma più sarete vicini al momento dell' Ok all'ingaggio e più vantaggi avrete nell'attacco.

Cosa usare con attenzione durante la marcia e l'appostamento.
Occorre, come già detto, accendere il meno possibile le torce; il loro bagliore è visibile a centinaia di metri! Alcuni softgunner usano dei comuni laser con LED rosso; sono meno visibili, ma io personalmente li ho notati. Come ho notato anche a grande distanza la luce rossa dei mirini Red Dot; secondo me conviene spegnerli, anche perché in fase d'attacco sono inutili.
E' altrettanto visibile la luce emessa dal visore notturno, ma puoi aiutare a nasconderla il coprirlo con la mano durante l'indispensabile utilizzo.
Durante l'attacco vero e proprio, l'accendere la torcia contro il cespuglio in cui sospettate ci sia il nemico, procurerà al vostro avversario una cecità quasi assoluta.
Ricordate anche che se verrete illuminati casualmente da un fascio di luce per pochi attimi, le probabilità di essere notati sarà pari a 0 o quasi. L'importante è restare immobili e avere una discreta mimetica.

La fase d'attacco di un OBJ
E' essenziale sapere che tipo di difesa opporrà il team avversario posizionato sull'OBJ.
Alcuni tornei, prevedono che per le gare in notturna, gli OBJ siano discretamente illuminati e che i difensori siano nascosti, ma comunque all'interno di una zona illuminata.
Altri tornei hanno previsto per i difensori, un atteggiamento vigile e di pattuglia dei confini dell'OBJ, magari piazzando sugli stessi difensori dei led rossi. In questo caso, i difensori possono spegnere i led rossi e mimetizzarsi solo dopo il primo ingaggio con il team attaccante.
Terza e -credo- ultima modalità di difesa, è quella "Vietnamita", in cui i difensori, dopo aver ricevuto la richiesta d'ingaggio dal team attaccante, si mimetizzano nel buio più totale tra cespugli, alberi e strutture varie...

L'altra notte ho sperimentato quest'ultima modalità di difesa, che presentava i seguenti pesanti svantaggi per gli attaccanti, soprattutto se nuovi al softair o male equipaggiati:
  1. Non hai la minima idea di dove siano i difensori dell'OBJ
  2. I difensori invece, vedono e sentono gli attaccanti camminare per raggiungere gli OBJ
  3. Si spara spesso a casaccio nel buio più totale, quindi nascono nuovi highlander
  4. Almeno un attaccante viene "sacrificato" per svelare la posizione di un difensore
  5. Il visore notturno serve a poco con gente nascosta quasi nei tronchi degli alberi
  6. Se non hai una ricetrasmittente, qualsiasi avvistamento nemico fatto per caso, te lo trascinerai nella tomba
  7. Il fuoco amico rischierà di diventare una cosa ovvia
  8. Se la squadra non si muove unita, chi rimane lontano dall'azione non capirà mai da dove provengono i colpi dei difensori, quindi la morte di un compagno risulterà vana per chi è ancora in vita

Personalmente, credo siano più divertenti per tutti -e forse più realistiche- le prime due modalità difensive, dove un minimo di luce o led individuali, permetterebbero agli attaccanti di localizzare i difensori, almeno nelle fasi iniziali dello scontro.
Un'altra soluzione che forse renderebbe più divertente un torneo, potrebbe essere il proporre le diverse modalità di difesa in base alla "storia" che ruota attorno all'OBJ, dando così ai partecipanti del wargame diversi gradi di difficoltà negli attacchi, ma queste sono scelte che spettano agli organizzatori... di certo non a me!

Cos'altro posso dirvi... Occhio alle claymore!

A presto.... 

Stay Tuned!